Uno dei tanti marchi italiani di liquori famosi nel mondo: Fernet Branca. In questa illustrazione (o infografica, infografico, infografia che dir si voglia, come detta la moda) ne vengono raccontati alcuni fatti e caratteristiche. Non sapevo, fra l’altro, che la famiglia Branca controllasse di fatto il mercato dello zafferano, poiché ne acquista circa il 75% della produzione mondiale (se qualcuno trova la fonte di questo dato, me la faccia sapere, grazie).
Riprendo in mano questo blog dimenticato da Dio e dagli uomini con un altro link al comodo sito di Hype Machine, che – come ogni anno – propone l’elenco delle 50 canzoni più bloggate nel 2014: http://hypem.com/zeitgeist/2014/tracks_list
Dato che questo umilissimo angolo di internet è frequentato da quattro gatti e che non c'è pericolo di squalificarne i contenuti (per il semplice motivo che è un pout-pourri senza capo né coda), mi tolgo lo sfizio di un breve esercizio di stile.
Ascoltando una delle radio online che suggeriscono i brani di moda sono incappato in "Timber", una canzone di Ke$ha e Pitbull, il dj cubano-americano, prezzemolino della scena musicale dance-pop degli ultimi anni. Il solito motivetto orecchiabile, pensato per le radio, una di quelle produzioni che ti si ficca in testa e che ti ritrovi a fischiettare, pur vergognandotene un po'. Fatto sta che dopo averla ascoltata, ho cercato il video (riportato sopra). Chiunque nutra aneliti femministi dovrebbe astenersi dal guardarlo, dato che è una rappresentazione raffazzonata dei più triti luoghi comuni sul tema "maschio macho, femmina oggetto". Non mi estendo in inutili valutazioni moraleggianti (qualche considerazione altrui è linkata sotto).
Mi interessa di più segnalare che il video, visto 29 milioni di volte al momento in cui scrivo, ha un montaggio frenetico, con uno stacco quasi ogni secondo. È stato realizzato con la tecnica "minestrone", come se allo sceneggiatore (mi riesce difficile usare questo termine) avessero detto: "Tu mettici tutto. Poi sistemiamo noi in montaggio. Più ce n'è, meglio viene". Ecco un elenco non esaustivo e disordinato degli "ingredienti":
asino
locale country
donna svestita
spiaggia
molo
shorts attillati
go-go girls
juke-box
biliardo
rapper
donna che si struscia su un furgone
scogli
vodka/liquore forte
cavallo bianco
altri asini
tacchi a zeppa
dito passato sulla lingua
atollo
acqua trasparente
uomo tutto d'un pezzo che gioca con gli squali
donna che si tocca il seno
donna che agita il fondoschiena
donna che spacca la legna con l'accetta
coccodrillo/alligatore
donna con serpente/pitone
pianoforte inabissato
maglietta bagnata
donna che esce dall'acqua
maiale che nuota in mare
bandiera delle Bahamas
porte del saloon
toro meccanico
Sarei particolarmente interessato ad approfondire il significato dell'abbondanza di asini. Prego i miei quattro lettori di fornirmi la loro interpretazione. Io propendo per l'allusione zoofila. Qui sotto c'è anche la recensione (in inglese) di qualcun altro che è rimasto colpito dall'assurdo video (bonariamente definito "surreale"), nonché il testo di questo brano magistrale. L'ho già detto altrove: in fondo a me piace.
Sono ormai talmente abituato a usare la versione americana di Amazon per scoprire nuovi libri, per lo più di autori anglosassoni, che mi fa sempre molto piacere scovare qualche titolo spagnolo o italiano meritevole di segnalazione. Cercando un regalo per un amico, oggi in libreria mi sono imbattuto in Cómo creamos internet di Andreu Veà, un tomo massiccio di 570 pagine che racconta la storia dei protagonisti dell'origine e dell'evoluzione di Internet (a me piace scriverlo ancora in maiuscolo). Con centinaia di interviste di prima mano ai padri della rete, come Vint Cerf (che scrive il prologo al libro e che lo presenta nel video qui sotto), Robert Kahn, Larry Roberts, Tim Berners-Lee, Veà smentisce alcuni luoghi comuni ed errori spesso citati (Internet nasce come rete militare: falso!) e compila un'opera enciclopedica imperdibile, frutto di uno sforzo solitario e appassionato, ricchissima di contenuti e impaginata in modo molto pulito. Per ora è disponibile soltanto in spagnolo, ma dato il suo valore, non mi soprenderei che venisse presto tradotta anche in altre lingue. O forse no. Non sarà certo un best-seller, temo. :(